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Vivaldi Piccolo Concertos (Francesco Guggiola)
"Le registrazioni di Vivaldi con strumenti moderni sono comparativamente rare al giorno d'oggi, ma è proprio ciò che troviamo in questa incisione in studio (BartokStudio, Bernareggio) realizzata dal primo ottavino del Teatro alla Scala, Francesco Guggiola, con l'Ensemble dell'Orchestra Farnesiana — un sestetto (a parti reali) composto da membri dell'orchestra della Scala e ospiti.
Scritti probabilmente tra la fine degli anni 1720 e l'inizio dei 1730, i tre concerti perottavino RV443-445 di Vivaldi furono originariamente concepiti per flautino, ovvero flauti dolci soprani e flauti traversi. Guggiola ha integrato questi tre lavori, che oggi rappresentano i capisaldi del repertorio per ottavino, con altri due concerti per flauto: l'RV428 in Re maggiore, Il gardellino, e l'RV439 in Sol minore, La notte. Come ci si aspetterebbe da un artista con le credenziali professionali di Guggiola, l'esecuzione da parte sua è estremamente elegante e raffinata.
[...] Guggiola mette in mostra ciò che il suo ottavino moderno ha da offrire in termini di brillantezza e fluida agilità, oltre che di estensione dinamica, rendendo i suoi 'piano' uno dei piaceri di questa registrazione. [...] In sostanza, si riscontrano una tecnica superba e un fraseggio individuale di grande gusto.”
Il Giardino dell' Opera
Francesco Guggiola (piccolo) - Ensemble dell’Orchestra Farnesina
"Sebbene non fosse lui stesso un flautista, la prolifica produzione di Vivaldi dedicata al flauto contribuì a diffondere lo strumento in tutta Italia e in Europa nel tardo periodo barocco. I suoi tre concerti per 'flautino' rappresentano tuttavia un unicum nel repertorio barocco per flauto. Esistono diverse ipotesi sullo strumento originariamente previsto: si pensa che Vivaldi intendesse un flauto dolce sopranino o un flauto traverso ottavino. In questa sede li ascoltiamo eseguiti con l'ottavino, accompagnato da archi e continuo. Di natura virtuosistica, i movimenti rapidi sono densi di passaggi tecnici che il solista Francesco Guggiola esegue con un'articolazione raffinata. Vivaldi concede pochissimo spazio per il respiro nel Concerto in Do maggiore, ma Guggiola affronta questa sfida con
disinvoltura, mantenendo un timbro costante. Nelle prime fasi del programma, il movimento tra le parti appare leggermente meno vivace, sebbene l'album acquisti slancio e una brillantezza sonora man mano che procede. La lunga cadenza nel primo movimento del Concerto in Re maggiore di Vivaldi – solitamente eseguita al flauto – trae vantaggio dal trattamento con l'ottavino, ricordando più da vicino il cardellino ('il gardellino') che cerca di emulare. Contrapponendo la luminosità del Re maggiore alle ombre del Concerto in Sol minore, Guggiola fa emergere il carattere inquieto e sonnolento di quest'opera successiva,
con l'Ensemble dell'Orchestra Farnesiana a fornire una base solida. Anche nel registro inferiore dell'ottavino, i tecnici del suono si sono adoperati per creare un equilibrio piuttosto omogeneo tra solista e accompagnamento.”
Freya Parr, BBC Music magazine
Marzo 2026
Mauro Cottone -
Pietro Fresa - Mozart Piano works
LE MIE REGINE - Silvia Mezzanotte - Filippo Arlia - Orchestra Filarmonica della Calabria
L’8 marzo, l’album “Le mie Regine” di Silvia Mezzanotte sarà disponibile in tutti i negozi di dischi e sulle piattaforme digitali. Distribuito da Movimento Classical, il disco vede la cantante accompagnata dall’Orchestra Filarmonica della Calabria diretta dal Maestro Filippo Arlia. Gli arrangiamenti sono curati da Pino De Fazio. In questo album, Silvia Mezzanotte celebra le icone femminili che hanno accompagnato la sua vita.
L’amicizia con Silvia è nata molti anni fa proprio grazie alla musica, racconta il Maestro Arlia. Oggi abbiamo deciso di unire le nostre due anime: la mia classica con la sua pop jazz per dare vita a questo progetto che parla delle innumerevoli sfaccettature dell’universo femminile.”
Chiunque decida di salire su un palcoscenico sa che dovrà affrontare i propri mostri.
E' successo anche a me: "Le mie Regine" è il frutto di un lavoro durato tanti anni su palchi grandi e piccoli, illuminati o fumosi, sui quali ho potuto sperimentare la mia voce, la mia mente e capire come raccontare le parole.
Ed è stato grazie alle più grandi Regine se ho vinto la mia timidezza, quel male di vivere che trovava sollievo solo quando cantavo chiusa nella mia camera, sognando una platea ma, contemporaneamente, temendola.
Sono state Mina, Edith Piaf, Mia Martini, Maria Callas, Ornella Vanoni, Liza Minnelli, Ella Fitzgerald, Nilla Pizzi, Marylin Monroe, Antonella Ruggiero, Gloria Gaynor e molte altre a farmi aprire la porta e vincere, di volta in volta, quel dolore.
Per questo adesso le voglio celebrare. Per ringraziarle di avermi ispirato e dato il coraggio di lasciare emergere me stessa. Senza giudizi né pregiudizi . Trasformando quelle che credevo fossero fragilità in punti di forza.
E adesso eccole qui " Le mie Regine".
Pronte a sfilare.
Con gli abiti più belli disegnati per loro dall’Orchestra Filarmonica della Calabria magistralmente diretta dal Maestro Filippo Arlia su arrangiamenti di Pino De Fazio.
14 brani per raccontare stati d’animo e pezzi di vita che le donne vivono nella loro quotidianità.
14 brani per scoprire le donne e le loro emozioni più profonde.
14 brani per svelare e far risplendere la Regina che è dentro ad ogni donna.
Ayse Taspinar Gatenyo - Keys for unity
Danilo Rea - Filippo Arlia Danilo Rea - E il vento ascolterà
L'album
E il vento ascolterà
Il disco, dal titolo "E il vento ascolterà", nasce dalla produttiva collaborazione fra il pianista Danilo Rea e l'Orchestra Filarmonica della Calabria diretta dal Mº Filippo Arlia, in collaborazione con il M° Raffaele Cacciola Artistic Director dell'etichetta discografica Movimento Classical del BartokStudio.
Un'esperienza musicale che incarna la perfetta fusione di generi musicali diversi: da un lato il pianismo di Rea, dall'aurea sognante dove reminiscenze di immortali brani pop, intrisi di sfumature jazzistiche, si elevano al lirico; dall'altro tutta la dolcezza e l'intensità di un'orchestra classica, che riesce ad enfatizzare ogni singola nota. "E il vento ti ascolterà", "My man", "Fiori di neve", "Giulia
Morik" i quattro brani che vedono protagonista Rea con la Filarmonica della Calabria, una narrazione musicale che, con naturalez-za, assume diverse sfaccettature e instaura un dialogo con il mondo classico, al quale appartiene l'ultimo brano che completa questo disco, affidato alla sola orchestra,
"Les Preludes" poema sinfonico di Franz
Liszt. Qui l'orchestra esprime tutta la sua sapienza in un'esecuzione sublime, volta a sottolineare il carattere eroico del brano, inframmezzato da momenti di pastorale consolazione.